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Può una scultura di quasi 5 metri far tremare il cuore finanziario di un’intera nazione? Benvenuti al nuovo appuntamento con “Arte della Discordia”.
Oggi andiamo a Milano, in Piazza Affari, per raccontare la storia del dito medio più famoso, discusso e fotografato d’Italia: L.O.V.E. di Maurizio Cattelan.
“Il Dito” di Cattelan – La provocazione che doveva durare solo 14 giorni
Nel settembre 2010, l’artista Maurizio Cattelan installa di fronte al Palazzo della Borsa di Milano (un imponente edificio di epoca fascista) una gigantesca scultura in marmo di Carrara. Rappresenta una mano intenta nel saluto fascista, ma con tutte le dita mozzate… tranne il medio.
L’opera s’intitola L.O.V.E. (Libertà, Odio, Vendetta, Eternità), ma per tutti diventa immediatamente “Il Dito”.
La bufera politica e finanziaria
L’installazione doveva rimanere in piazza solo per due settimane nell’ambito di una mostra temporanea. Invece scatenò una guerra aperta:
Da un lato, il mondo della finanza e settori della giunta comunale che la ritenevano un insulto volgare alle istituzioni e ai mercati finanziari.
Dall’altro, critici d’arte, cittadini e turisti che ne amavano la carica ironica, antifascista e di protesta contro la crisi economica.
Lo scontro politico fu durissimo, con dimissioni minacciate e dibattiti infuocati in consiglio comunale. Ma alla fine la pressione popolare e l’impatto culturale dell’opera vinsero la battaglia: il Comune approvò la proroga e nel 2012 l’opera diventò permanente, trasformando Piazza Affari in uno dei luoghi simbolici di Milano.
E voi cosa ne pensate? Provocazione geniale o mancanza di rispetto verso uno spazio pubblico istituzionale? Voi l’avreste lasciata lì o rimossa dopo due settimane?
Fatecelo sapere nei commenti e lasciate un Like per il prossimo episodio dell’#ArteDellaDiscordia!












